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28 aprile 2009

Dialogo di «V» con la giustizia

Il film “V for Vendetta” ha banalizzato (e parecchio) la storia originale; il film ne esce bene solo perché la qualità di partenza era tanto elevata che anche stroncandola senza pietà ne rimaneva abbastanza.
Quello che segue viene dal fumetto, dalla prima traduzione italiana (inserti su Corto Maltese), ed è il monologo di V con la statua della Giustizia, che farà poi saltare in aria.
Dal capitolo 5, “Versioni”…


Salve, cara signora. Bella serata, vero?

Mi perdoni l'impertinenza, forse intendeva fare due passi.
Oppure si stava godendo il panorama.
In ogni caso mi sembrava ora che io e lei scambiassimo due parole.

Ah, dimenticavo… non ci siamo presentati.
Non ho un nome, può chiamarmi V.
Signora giustizia… V.
V… Signora giustizia.
Salve, signora giustizia.
“Buona sera, V”.

Ecco, ora ci conosciamo.
Per la verità l'ho ammirata a lungo.
Oh, lo so a cosa sta pensando…

“Questo povero ragazzo si è preso una cotta adolescenziale per me.”
Mi scusi, signora, ma le cose stanno diversamente.

Sì, l’ho ammirata a lungo, anche se solo da lontano… Quand’ero bambino la guardavo dalla strada di sotto.
“Chi è quella signora?”, dicevo a mio padre.
E lui, “È la signora giustizia”, e io, “Come è bella!”

La prego, non creda che fosse solo un fatto fisico. Lo so che lei non è quel tipo di ragazza.
No, l'amavo come persona, come ideale.
Ne è passato di tempo, e purtroppo ora c’è un’altra.

“Cosa? Vergogna, V, mi hai tradito per una sgualdrinella, una gattina vanitosa con le labbra dipinte e un sorriso sfacciato!”

Io, signora? Mi consenta di contraddirla.
È stata la sua infedeltà a gettarmi tra le sue braccia.

Sorpresa, eh? Credeva che non sapessi della sua tresca, vero?
E invece lo so, so tutto.
Francamente quando l’ho scoperto non mi ha sorpreso, lei ha sempre avuto un debole per le uniformi…

“Uniformi? Non so di cosa stai parlando! Per me sei sempre stato il solo, V…”
Bugiarda! Puttana! Osi negare di esserti data a lui, con i suoi gagliardetti e i suoi stivali?

Che c’è, non parli?
Lo sapevo…

Bene, ora sei finalmente smascherata.
Non sei più la mia giustizia, sei la sua giustizia, hai cambiato amante.
Ma sappi che anch'io ho fatto lo stesso!
“Sob! Sniff! Chi… Chi è, V? Come si chiama?”
Si chiama Anarchia, e come amante mi ha insegnato ben più di te.

Lei mi ha insegnato che la giustizia non ha senso senza la libertà.
Lei è onesta, non promette e non delude… A differenza di te, fedifraga.
Un tempo mi domandavo perché non mi guardassi mai negli occhi.
Adesso lo so.

E dunque addio, cara signora.
Ancor oggi il nostro commiato mi peserebbe, se tu fossi ancora la donna che un tempo amavo.

Ecco un ultimo dono, lo lascio ai tuoi piedi.


Il dono è una scatola a forma di cuore, con un nastro rosso. Contiene la bomba, che esplode mandando in pezzi la statua ed il palazzo di Giustizia.

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