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16 febbraio 2010

"Le vie dei canti" sono una fregatura, ahimé.

Di recente ho fatto un viaggio trekking con “Le vie dei canti” in Marocco, per capodanno.
Un bel viaggio, sia chiaro… 100 e passa Km a piedi nel deserto del Sahara marocchino, con un buon gruppo e delle eccellenti guide locali.

Ero stato conquistato dalla filosofia dichiarata de "Le vie dei canti": viaggi a piedi, turismo sostenibile, guide locali, rispetto per l'ambiente, rispetto per le culture locali.

Purtroppo questo bel manifesto si è scontrato con una realtà sul posto ben diversa, dove la rappresentante locale delle "Vie dei canti" si è rivelata essere arrogante, prevaricatrice, scorretta e maleducata, con noi e soprattutto con la gente del posto.
Ancora ci sono state variazioni di programma note da mesi e mai comunicate, che hanno variato il programma riducendo i giorni di trekking senza preavviso e senza discussione.
Per non parlare di una gestione decisamente anomala del concetto di “spese previste”: sul posto, senza preavviso e all’ultimo momento, le “spese previste” si sono trasformate in una quota da versare, una quota da versare integralmente e anticipatamente nelle tasche del referente de “Le Vie dei canti”, una quota per nulla gestita dai viaggiatori!

Tra i partecipanti eravamo tutti convinti che “Le vie dei canti” non fossero al corrente di queste scorrettezze operate sotto il loro cappello.
Segnalazioni in tal senso sono arrivate alle Vie dei canti, pensando di far cosa gradita ad informarli di un simile problema a cui porre rimedio. Nella loro newsletter di Gennaio le Vie dei canti dicevano che avrebbero risposto direttamente alle persone critiche.

E invece…
Ho inviato una mail che riporto sotto: nessuna risposta.
Sollecitati per due volte, comunque ad oggi nessuna risposta.

Una amica che era nel nostro gruppo ha provato a chiamarli direttamente, ma è stata trattata male al telefono, comunque ignorata.

Proprio oggi ho saputo che anche un’altra partecipante ha scritto in merito, ed è stata anche lei bellamente ignorata.

A questo punto non posso che prendere atto del fatto che "Le vie dei canti" siano perfettamente al corrente delle scorrettezze che si compiono, dalla cafonaggine alla gestione disinvolta delle «spese previste» trasformate in «quota da versare integralmente».

Evidentemente quelle delle vie dei canti sono solo belle parole usate per abbindolare la gente in buona fede, e questo –sinceramente– mi fa abbastanza schifo.

Ho deciso di chiedere la cancellazione da "le vie dei canti", e non viaggerò mai più con loro.

Riporto la lettera a cui continuano a non rispondere, con un veloce riepilogo dei fatti.

Ciao Michela,
      siamo tornati dal viaggio, ed è stato molto bello.

Ali Daimin è una guida responsabile e competente, un vero uomo del deserto, silenzioso e discreto, ma sempre attento a cogliere ogni nostra necessità ancor prima che noi stessi ne avessimo consapevolezza. Ci ha saputo guidare con naturale autorevolezza, senza mai essere autoritario. Altrettanto gentili e straordinariamente organizzati sono stati i suoi ragazzi, cammellieri e cuoco, che ci accompagnavano.
Non potremo mai dimenticare come dal nulla, ogni giorno tre volte al giorno, si materializzassero gustosi e coloratissimi banchetti.
Eva, sempre dolce e sorridente, è stata un'amica prima ancora che un'accompagnatrice.
I ritmi e il silenzio del deserto sono stati doni preziosi.
In un'atmosfera così rilassata e serena, è stato naturale per il nostro gruppo fare davvero gruppo fin dal primo giorno.

Siamo davvero contenti di aver conosciuto delle persone così belle, di aver visto posti così incantevoli, e di come abbiamo viaggiato.

Purtroppo però ci sono state alcune note stonate che vorremmo segnalarvi, nella speranza che un chiarimento con voi possa solo essere utile per i prossimi viaggi.

Ad esempio credevamo che le "spese previste" fossero -come di consueto- un fondo cassa per le spese comuni, dove poi ognuno provvede per le sue spese.
Invece ci siamo visti chiedere da subito, dalla prima sera, l'intero budget di 600EUR al completo.
Non più "spese previste", quindi, ma una vera e propria "quota" su cui non avevamo più voce.
Non ci è sembrata una bella cosa; ad esempio il 31 dicembre uno dei due gruppi è stato trasportato in 4x4, mentre il nostro gruppo ha preferito camminare nella (quasi) tempesta di sabbia: non abbiamo avuto bisogno di un 4x4, siamo stati contentissimi di camminare... eppure le spese le abbiamo sostenute comunque.
Allo stesso modo il gruppo di Anna viaggiava con maggior personale al seguito, avevano menu differenziati, bevevano vino la sera...
Sentirci dire da Anna (che gestiva i nostri soldi) che "ci offriva di tasca sua" l'hammam (10 dirham, 95 centesimi) è stato davvero il colmo!

Il programma era inoltre diverso, variato rispetto al previsto: invece di 8 notti in tenda e 2 in albergo siamo stati 6 notti in tenda e 4 in albergo, con appena 5 giorni di trekking (6 giorni, se contiamo il paio di ore sparute del primo giorno).Ci sarebbe piaciuto almeno saperlo prima, abbiamo fatto molto meno trekking del previsto e 2 giorni in più a Marrakech, non previsti e in qualche modo fastidiosi (avete mai provato a muovervi in 15 nel Souk di una Medina? Un incubo!)
Va benissimo cambiare programma, se è necessario o se lo decide tutto il gruppo, ma noi non avevamo mai alcuna voce in capitolo, siamo solo stati informati, e solo dopo la partenza.
In aggiunta noi due ci eravamo già organizzati per visitare Marrakech autonomamente dopo il trekking, e avevamo prenotato una stanza in un Riad che ci piaceva. Invece abbiamo dovuto cambiare i nostri piani, perché i giorni a Marrakech diventavano troppi; ci siamo spostati ad Essaouira, e purtroppo abbiamo anche dovuto corrispondere una piccola penale all'albergo.

Fermarci nelle città ci ha anche portati a mangiare sempre nei ristoranti.
Noi, per esempio, avremmo preferito non sprecare quel tempo a tavola ma approfittarne per visitare un Souk, per entrare in contatto con la gente del posto. Ma ancora una volta invece che "spese previste" ci siamo trovati a fare i conti con una "quota" interamente gestita da Anna Ba---ni, senza discussione o trasparenza.

Più in generale siamo stati infastiditi dall'atteggiamento autoritario e irrispettoso di Anna, sia nei nostri confronti che -soprattutto- nei confronti della gente del posto. Egocentrica e prevaricatrice, ma soprattutto maleducata; impartiva platealmente ordini a noi e a tutte le guide, non esitando però a scaricare ogni improbabile responsabilità su Ali se qualcosa le andava storto.
Fortunatamente siamo riusciti a viaggiare con il gruppo di Ali Daimin ed Eva, evitando di rovinarci del tutto il viaggio.

Sulla carta la filosofia delle Vie dei Canti (tranquilla, rispettosa, sostenibile) ci piace parecchio.
Ci auguriamo che si sia trattato di un fenomeno isolato, di cui magari non siete a conoscenza, perché qualora questo tipo di gestione rientrasse nella normalità dei viaggi delle Vie dei Canti temo che, nostro malgrado, dovremmo rivolgerci altrove per i prossimi viaggi.

Chiudiamo sottolineando la bellezza del viaggio, e la soddisfazione di aver partecipato.
Non avremmo scritto solo per lamentarci, speriamo che serva a migliorare i prossimi viaggi.

Ciao e grazie di tutto.


Update…

Come ultimo tentativo di sondare la buona fede sono uscito dal gruppo facebook de "Le vie dei canti", spiegando succintamente il perché; spero sempre che si sia qualcuno “buono” nel mucchio (sì, sono un idealista).

Ora sta a loro decidere se cancellare il post, continuare ad ignorarmi, oppure dare un po' retta a quel che dicono e chieder conto di quel che è successo e del perché di questa reazione.

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12 novembre 2009

Preparare lo yogurt in casa - senza impazzire

Per preparare lo yogurt in casa, senza impazzire con yogurtiere, riscaldamenti o altre alchimie, è sufficiente utilizzare il Lactobacillus Bulgaricus, ovvero i cosiddetti “fermenti lattici riutilizzabili”.

In realtà non si tratta di veri e propri fermenti, ma di colonie batteriche.
Ma il nome rimasto è quello, quindi continuerò a chiamarli fermenti :-)

I fermenti si presentano in modo simile ai “fiocchi di latte”.
Per utilizzarli ricopriamoli di latte (possibilmente fresco e intero) e lasciamoli posare da 6 a 36 ore.

Un video per iniziare




Questo video, comodo per mostrare la manualità dell’operazione, presenta a mio avviso alcune pecche:
  1. Il coperchio che chiude il barattolo è un errore.
    I fermenti devono respirare, meglio poggiare il coperchio rovesciato.
    Meglio ancora usare un piattino da caffè, invece del coperchio.
  2. Prima di strizzare e maltrattare i poveri fermenti è meglio passare una ventina di secondi a girarli, semplicemente, facendo colare lo yogurt senza troppe pressioni.
  3. Meglio utilizzare un passino fitto in plastica, il metallo potrebbe rovinare i fermenti (me lo hanno detto e lo riferisco, ma questa mi sembra proprio una fisima new age).
  4. Sebbene sia una buona pratica, non è necessario sciacquare i fermenti tutte le volte; in particolare se il latte è molto fresco una volta su due o su tre si può evitare di sciacquarli prima di rimetterli nel latte.

Il latte


La scelta migliore è il latte fresco, intero e di buona qualità.

Anche il latte Parzialmente Scremato può andar bene, sempre meglio se fresco.

In subordine si può utilizzare il latte microfiltrato, quello che dura fresco fino a 10 giorni.
Scendendo nella qualità occasionalmente e in modo non ripetitivo si può arrivare ad utilizzare latte UHT (Lunga Conservazione, Intero o PS), ottenendo uno yogurt che forse sarà da buttare.

Se proprio non c'è latte possiamo lasciarli qualche ora in acqua, o congelarli.

Tutto questo discorso è teorico, poi bisogna provare… ad esempio io mi sto trovando benissimo con il latte intero biologico della Coop, anche se è a lunga conservazione UHT (costa più del non biologico, ma sempre meno del fresco).

I tempi


I tempi variano da 6 a 24 ore, in genere.
Più a lungo fermenta, più lo yogurt viene solido (e acido, se non togliamo il siero).

I tempi si possono aumentare fino a 48 ore utilizzando molto latte in relazione alla quantità di fermenti, e aumentano di sicuro se fa molto freddo (o se i fermenti sono in frigo).

Se i fermenti non sono in frigo considerare che il latte, di suo, fuori dal frigo alla lunga va a male.
In genere è comunque sconsigliabile lasciare i fermenti nello stesso latte per più di tre o quattro giorni, potrebbero morire.

Quando i fermenti hanno lavorato per almeno un giorno, spesso nel barattolo troviamo sia yogurt che siero.
In questi casi in genere li metto nel passino e lascio colare via, buttandolo, il siero. Poi procedo a recuperare lo yogurt, girando i fermenti con un cucchiaio nel passino e poi strizzandoli come mostrato nel video.

Lo yogurt


Lo yogurt ottenuto è molto simile allo yogurt greco: è di sapore acidulo, non è quel misto di panna e zucchero d'uva standardizzato a cui gli yogurt commerciali ci hanno abituato.
Contiene una quantità di fermenti lattici vivi che le marche più strombazzate se la sognano, e di conseguenza regolarizza le funzioni intestinali (in entrambe le direzioni).

Una volta passato può essere consumato subito, caldo, o riposto in frigo.
In frigo i fermenti continuano ad agire, lo yogurt si compatta ancora e diventa meno acidulo… ma chi ha la passione per il sapore vero dello yogurt acido spesso lo preferisce appena passato. Questione di gusti.

Il modo migliore per gustarlo è semplicemente berlo.
Se vogliamo farne una merenda o una colazione, piuttosto che aggiungere zucchero conviene pensare di mescolarlo a frutta secca, cereali o marmellate fatte in casa.

Congelare i fermenti


Se non possiamo badare i fermenti per 4 o più giorni, possiamo comunque congelarli.

Passiamo i fermenti, sciacquamoli bene, strizziamoli accuratamente.
A questo punto li deponiamo in una bustina sigillabile o nel domopack, ne facciamo una palletta e li surgeliamo.

I fermenti possono rimanere surgelati fino a sei mesi, da surgelati li possiamo trasportare (o spedire per posta prioritaria), e per scongelarli li mettiamo direttamente a mollo nel latte nel loro barattolo.

Assicurarsi la sopravvivenza dei fermenti


I fermenti lattici crescono.

Il modo più semplice di assicurarsi di non perderli per errore è quello di fare un piacere ad amici e parenti e distribuirli, mano a mano che crescono.

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04 novembre 2009

Orari linea FR2

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05:4406:11
06:2106:49
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06:5607:24
07:0907:33
07:2807:56
07:4708:15
08:0808:35
08:3909:08
08:5809:25
09:2809:55
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10:2810:55
11:0611:36
11:2811:55
11:4512:12
12:0212:29
12:2812:55
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13:2813:55
14:1714:46
14:2814:55
14:4315:10
14:5915:26
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16:2816:55
16:5817:25
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18:2818:55
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19:2819:55
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20:5821:25
22:1622:43
     
TiburtinaLunghezza
04:5405:13
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